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Che cosa significa attrarre?

 

Significa condividere con le famiglie e la società che le circonda, un’ipotesi educativa e sociale tale per cui le persone, soprattutto i giovani, possano riconoscere il loro “io” all’interno di uno sviluppo umano e culturale pieno di certezze e di speranze; senza educazione non c’è futuro, soprattutto nelle zone interne… (educazione al tempo libero, educazione allo sport, educazione alla ricerca, educazione alle attività manuali, educazione ai rapporti sociali, a tutti i livelli… ecc…).

 

Ministri, governatori, sindaci, tutti sono sensibilissimi alla qualità del sistema educativo  globale, perché dall’educazione dei giovani e delle famiglie dipende il futuro, il benessere e la qualità della vita nel territorio.

 

E’ un’affermazione generalmente condivisa, ma anche sistematicamente disattesa: infatti si dà priorità ad altre cose, e per questo, specie nelle zone rurali si perdono le radici: perdita che porta alla morte di forme sociali, ancora adesso fondamentali per la formazione della persona e della qualità della vita.

 

Ognuno deve fare proprio l’assunto che la formazione non si ferma alla semplice educazione scolastica: non è più sufficiente; il territorio deve vincere questa scommessa ed affiancare la scuola per ricostruire il futuro, specie nell’entroterra, territori questi “ricchissimi” nei quali ciascuno deve ritornare ad assolvere la propria parte, con le proprie ragioni, con la propria forza ed il proprio patrimonio.

 

 Vittoria - La città dei ragazzi si rivolge ai giovani, anzi è dei giovani, i quali non sono semplicemente gli interpreti del futuro che si trova dinnanzi a tutti noi e con cui dobbiamo stabilire un rapporto; diventerà anche un luogo della solidarietà nel quale i più anziani parleranno a coloro che hanno meno anni per imparare insieme ad individuare, comprendere e risolvere i problemi; ad aprirsi al gusto dell’osservazione, alla volontà di immaginare… Sarà altresì un luogo nel quale, con la loro presenza straordinariamente diversa, anche i ragazzi svantaggiati “parleranno” a tutti, suscitando atteggiamenti  solidali, di aiuto reciproco, di crescita sociale, perché sono i cosiddetti uomini “normali” che hanno la necessità di attivare le proprie capacità di bontà, di comprendere il significato di appartenenza di tutti al mondo comune, di applicare il rispetto di sé e degli altri…